Una serata d’altri tempi davvero ben riuscita.

Martedì 12 maggio, presso l’Auditorium della Parrocchia Maria Nascente di Bernate, il Registro Storico Gilera ha chiamato ad adunata soci, amici e simpatizzanti del Marchio dei due anelli incrociati per condividere momenti all’insegna dell’intramontabile passione per le ‘Rosse di Arcore’. Ospite d’onore dell’ennesima iniziativa del sodalizio presieduto dall’Ingegner Romolo Ciancamerla è stato il pilota argentino Benedicto Caldarella, arrivato in Italia qualche giorno prima anche per partecipare alla 23esima edizione dell’ASI Motoshow di Varano de’ Melegari.

Giunto ad Arcore nella giornata di lunedì 11 maggio, dopo aver incontrato chi come lui ha vissuto il mito della Gilera, si è dedicato a questa serata con tutto il trasporto e tutta la passione che ha sempre nutrito per la Casa motociclistica lombarda. Significativo è stato soprattutto l’incontro con Luigi Colombo, l’ultimo meccanico del Reparto Corse Gilera, che alla soglia dei 101 anni, ha trascorso tutta la serata in prima fila, con gli occhi lucidi di chi ha avuto l’onere e l’onore di aver fatto parte di una gloriosa storia motociclistica; il suo sorriso e le sue parole di ringraziamento al termine dell’evento sono stati per gli organizzatori il più grande e prezioso regalo della serata. A condurla sono intervenuti i colleghi e amici, Daniela Confalonieri (volto più che conosciuto nell’ambiente delle moto d’epoca) e Alberto Porta (volto più che conosciuto nell’ambiente del motociclismo mondiale).

Sotto l’attenta regia del giovane e promettente Luca Savoldelli, l’evento si è svolto tra foto e filmati proiettati sul maxi schermo e interviste realizzate sul palco, lasciando parlare a ruota libera il pilota sudamericano. È nato così una sorta di confronto tra diverse generazioni di velocisti, dal primo Campione del mondo all’ultimo Campione del mondo della Casa motociclistica di Arcore; da Umberto Masetti a Marco Simoncelli, gli organizzatori si sono soffermati in Argentina, dove l’azienda del Commendator Giuseppe Gilera creò una seconda fabbrica dedita alla produzione di motociclette e dove, il primo settembre del 1940, è nato Benedicto Caldarella. Per una questione meramente anagrafica, è arrivato a correre su Gilera dopo il periodo d’oro della Casa arcorese quando, negli anni Cinquanta, vinse sei Titoli iridati, nella classe 500, con i piloti Umberto Masetti (nel 1950 e nel 1952), Geoffrey Duke (nel triennio 1953-1954-1955) e Libero Liberati (nel 1957). Poi si ritirò dalle corse di Velocità, insieme a Moto Guzzi e FB Mondial sottoscrivendo uno storico comunicato datato 1957: i costi crescenti della stagione agonistica e le prime avvisaglie della crisi che di lì a pochi anni investì il comparto motociclistico (crisi dovuta all’esplosione del mercato delle auto) indussero le tre Case lombarde a questa scelta dolorosa.

Caldarella arrivò negli anni Sessanta, quando le Gilera 500 4 cilindri furono riportate in pista dal Reparto Corse di Arcore senza che beneficiassero di alcuna modifica… Soprattutto la ‘Scuderia Duke’, ovvero il team privato creato nel 1963 da Geoffrey Duke, consentì a queste moto di tornare sui circuiti nazionali e internazionali con i piloti Derek Minter, John Hartle e Phil Read, ritagliandosi anche dei momenti di gloria. Ma gli ultimi a gareggiare in sella alle 4 cilindri di Arcore sono stati due personaggi tra i protagonisti della serata dello scorso 12 maggio, ovvero il 99enne spoletino Remo Venturi e l’85enne argentino Benedicto Caldarella.

“È sempre stato un onore indossare i colori della Gilera – ha dichiarato quest’ultimo sul palco – Sin da ragazzino esprimevo a mio padre Salvador il desiderio di correre su questa moto e quando il commendator Giuseppe me ne diede la possibilità, per me fu come realizzare un sogno. Nonostante gli anni passati dall’ultima volta in cui scesero in pista nel 1957, le Gilera 4 cilindri furono comunque competitive anche negli anni Sessanta e solo oggi… a distanza di molto tempo… il meccanico Luigi Colombo mi ha spiegato il perché di alcuni inconvenienti capitati alle nostre moto! Ma va bene così, perché sono stato davvero felice e in Gilera mi sono sentito come a casa. Ringrazierò sempre il commendator Giuseppe per essere stato per me come un secondo papà”.

Per la cronaca, il 3 aprile del 1966 Remo Venturi mise a segno, nella gara della Temporada Romagnola di Riccione, l’ultima vittoria della leggendaria Gilera 4 cilindri di Arcore.

Nel corso della piacevole serata, sul maxi schermo sono stati proiettati foto e filmati di Umberto Masetti, raccontato dal figlio Nello nell’intervista che gli organizzatori hanno realizzato in occasione dell’ASI Motoshow; a seguire, foto e filmati di Remo Venturi, che si è brevemente raccontato dalla sua abitazione di Spoleto. Con un salto generazionale di un trentennio, i velocisti Gilera degli anni Novanta, ovvero Philippe Ruggia, Alessandro Gramigni, Paolo Casoli e Carlos Lavado, sono stati introdotti dall’Ingegner Romolo Ciancamerla che progettò le loro moto da corsa e sono stati ben rappresentati dal venezuelano Lavado, anch’egli intervistato in occasione dell’ASI Motoshow. Infine la generazione dei velocisti Gilera degli anni Duemila: Manuel Poggiali (Campione del mondo, classe 125, nel 2001) e Roberto Locatelli (compagno di squadra di Marco Simoncelli nell’anno in cui, era il 2008, quest’ultimo vinse il Titolo iridato della classe 250) si sono resi disponibili, mandando un proprio contributo filmato, nonostante gli impegni mondiali tra il Gran Premio di Le Mans (del 10 maggio) e di Barcellona (del 17 maggio). In particolare, il ‘Loca’ si è fatto riprendere lungo la pista francese raccontando non solo di sé stesso in Gilera ma anche del ‘Sic’: proprio su questo circuito d’oltralpe, il bergamasco salì per l’ultima volta in carriera sul podio, concludendo al terzo posto e fu festeggiato dal compianto pilota romagnolo prendendolo in braccio.

La splendida cornice offerta dalle Saturno Corsa degli anni Quaranta e Cinquanta, dalla 125 bicilindrica ‘Mosca Bianca’ e dalla 175 bicilindrica degli anni Cinquanta hanno completato il quadro di una serata da strappa applausi.

È andata così in archivio un’altra ben fatta iniziativa del Registro Storico Gilera di Arcore, che sin dalla sua fondazione (risalente al 1999) persegue l’unico scopo di conservare e promuovere la storicità di un Marchio prestigioso come quello della Casa motociclistica brianzola.